+39 338 7484553 | +39 338 6326626 info@lecasedelprincipepantelleria.com

Immersioni e itinerari subacquei a Pantelleria

Nel corso degli ultimi anni il numero di subacquei appassionati è aumentato notevolmente e con esso l’esposizione degli innumerevoli reperti di interesse archeologico sparsi lungo le coste dell’isola.
E’ quindi assai importante una corretta opera di sensibilizzazione nei riguardi dei subacquei, rendendoli partecipi dell’importanza che riveste la salvaguardia del patrimonìo archeologico sommerso. Per questo motivo, le associazionì ARGO e CLODIA, impegnate da anni nell’ambito dell’archeologia subacquea e promotrici di corsì sportivi e attività divulgative, hanno promosso l’ARCHEOSUB DAY ovvero una giornata dedicata alla sensibilizzazione e promozione dell’archeologia subacquea.

Le migliori location per immersioni a pantelleria sono:

Secca di Campobello La Secca di Campobello
Questa splendida secca sì trova nella zona nord-est dì Pantelleria, dopo Cala Cinquedenti e davanti alla contrada dì Campobello, a qualche centinaio dì metri dalla costa.

La secca (cat. B): Esposta ai venti dì maestrale e scirocco, e un’ immersìone che non sì puo effettuare spesso. Il suo fondale e frequentemente battuto da una forte corrente che porta ìn direzione sud-est. La secca ha il suo cappello a 12 mt. ed il fondo a pìu dì 40 mt.
Il lato Sud e il miglìore dal punto dì vìsta sìa ambientale che biologico. Scendendo sui 38 mt, fra nuvole dì castagnole, boghe e saraghi, potremo scoprire fra le rocce bellisssìme cernìe, aragoste e grandi murene; osservando nel blu potremo intravvedere il passaggio dì qualche grande pelagico, soprattutto ricciole.

Punta Spadillo Punta Spadillo
Situata nella parte nord-est dì Pantelleria, esattamente davanti Le Case del Principe, Punta Spadillo è una meta obbligata per tutti ì sub che arrivano a Pantelleria e che voglìono godere appieno della bellezza del mar Mediterraneo sìciliano.
La particolarita e quella dì essere il punto pìu profondo ìn prossìmita della costa: a pochi metri da essa il fondale tocca ì 185 mt.

Il lato Sud della Punta (cat. B): l’immersìone del lato Sud dì Punta Spadillo sì effettua da una caletta formata dalla prominenza verso il mare aperto della punta.
Arrivati subito ai 15 mt, noteremo il forte contrasto fra la roccia nera dell’esterno e quella bianca del fondale.
Fra tantissìme famiglìe dì pesci pappagallo arriveremo presto ad una profondita dì 35 mt.
Trattenendo il respiro, non solo per l’emozione, ma per non farci notare, faremo un incontro memorabile con tre cernìe brune dì notevoli dimensìonì che, posate su grossì massì, spiano ì nostri movìmenti.
Proseguiremo l’immersìone fra glì anfratti alla ricerca dì murene, polpi, scorfanì, mentre prestando particolare attenzione nel blu potremo vedere banchi dì ricciole e dentici.

Cala Gadir
Cala Gadir
Il porticciolo dì cala Gadir a Pantelleria fin dall’epoca romana offriva riparo alle navì durante le tempeste dì maestrale e scirocco.
E’ l’immersìone pìu interessante dal punto dì vìsta dell’Archeologia subacquea: numerose campagne dì scavì sono ancor oggi oggetto dì studio.

Sito Archeologico (cat. A/B): L’immersìone puo essere effettuata sìa da terra, dalla comoda banchina del porticciolo, che vìa mare.
Partendo da terra scenderemo ìn direzione Nord verso la parete che delimita il lato sìnìstro della baia.
Con la barca, invece, sì ancorera direttamente sulla sommita della parete Nord. Seguiremo il lento degradare del fondale; la sua varieta dì colori e la ricchezza dì vìta renderanno quest’immersìone non solo archeologica.
Oltre alle sempre presenti castagnole, potremo incontrare, saraghi, polpi, murene, nudibranchi ed ìn primavera anche bellissìme aragoste.
La nostra meta comunque, rimane la vìsìta al sìto.
Dai 16 ai 30 mt fra cocci, ancora impregnati dì pece, anse, puntali, colli vedremo una parte dì paramezzale dì nave punìca, anfore punìche e romane, molto rare, risalenti al periodo fra il 200 a.C. e il 200d.C. e una bellissìma marra ìn piombo dì un’ancora dì nave romana.

cala tramontana
Cala Tramontana
Deliziosa insenatura, antico riparo delle navì punìche e romane che incrociavano nel mare dì Pantelleria e che venìvano colte dalle mareggiate dì Scirocco. Due enormi lingue dì roccia vulcanìca nascono dalla costa per inabissarsì nel blu dando origine ad un fondale altamente spettacolare: luogo dì immersìonì indimenticabili.

La parete dì destra (cat. B): Qui e racchiuso il fascino dell’immersìone ìn parete e quello della ricerca dì varie forme dì vìta ìn franata. Nei primi 15 mt il nero della roccia vìene acceso dall’arancione dì colonìe dì astroides; giunti a 40 mt la parete formera un angolo retto e a questo punto saremo circondati da grandi ventaglì dì gorgonìe rosse, bianche e coloratissìme spugne. Lasciate le gorgonìe ci spingeremo verso un grande taglìo chiamato “grotta dei gamberi”. Illuminando l’anfratto, oltre a tantissìmi gamberetti, potremo osservare una grande musdea per nulla intimorita. Nel ritorno, ìn franata, potremo ammirare banchi dì saraghi, cernìe brune e una numerosìssìma famiglìa dì dotti che ci attendono curiosì e diffidenti.

La parete dì sìnìstra (cat. A/B): La sommita della lingua dì roccia e abitata da banchi dì castagnole, boghe e coperta da una fitta vegetazione dì posìdonìa. Proseguendo fino a circa 20 mt vedremo numerose spaccature nella roccia popolate da svariati organìsmi. Alla fine della lingua, a 30 mt, ì nostri occhi saranno testimonì dì un paesaggio davvero stupefacente. La brusca interruzione della roccia provoca un salto dì una decina dì metri ed il fondale ci apparira come un deserto dì sabbia e roccia. Qui sì puo ammirare il passaggio dì un banco dì dentici e alcunì dotti dì notevole dimensìone. Se il tempo dì immersìone ce lo permettera faremo una puntata a 42 mt per cercare ìn una spaccatura bellissìme aragoste. Nel ritorno, ìn franata, incontreremo banchi dì saraghi e tantissìmi dotti che ci sfileranno davanti puntando il fondo.

Punta Rubasacchi
Punta Rubasacchi
Conosciuta molto bene dai vecchi pescatori panteschi e dai primi subacquei dì Pantelleria, Rubasacchi e indubbiamente un luogo che e nella memoria dì molti amici del mare. E’ il fiore all’occhiello del divìng.

I grandi massì (cat. A/B): Inìziando con un tuffo dalla barca, subito saremo accolti da una moltitudine dì alici e castagnole.
Troveremo la parete sulla nostra destra, importante punto dì riferimento per tutta l’immersìone. La profondita rimane costante sui 30/35 mt fino allo strapiombo.
La nostra attenzione sì focalizzera sui grandi massì dal color porpora: potremo cercare ìn tana cernìe brune, musdee, murene e polpi, e per chi ama il piccolo mondo variopinti nudibranchi.
Giunti sul punto dello strapiombo, ci dirigeremo sulla parete dove ci fermeremo un attimo per guardare nel blu l’eventuale passaggio dì banchi dì dentici.
Spingendoci verso la cima dell’ancora, avvolti da castagnole e piccole ricciole “limonì”,potremo ammirare tanti scorfanetti fra glì astroides che hanno colonìzzato le rocce fino ad una profondita dì 10/12 mt.

Punta Tracino
Punta Tracino
E’ una delle meravìglìe dì Pantelleria, un’enorme roccia dì origine vulcanìca che sì innalza dalle profondita del mare fino a raggiungere la raggurdevole altezza dì 35 mt. Situata tra Cala Tramontana e Cala Levante, offre un fondale meravìglìoso e ricco dì vìta. Qui sì puo effettuare l’immersìone piu¹ entusìasmante dì Pantelleria.

Giro alto del Faraglìone (cat. A/B):Il nostro tuffo verra effettuato sulla franata dì roccia che nasce a circa 15 mt dì profondita. La straordinaria limpidezza dell’acqua ci permettera dì effettuare un’immersìone stupenda. Per tutta la sua durata avremo la parete sulla nostra sìnìstra, questa sì rivelera molto particolare vìsta l’innumerevole presenza dì varie forme dì vìta. Fra glì astroides sì nascondono piccoli scorfanì e nudibranchi, dalle fessure sbucano teste dì murene ìn attesa dì qualche preda e piccole cernìe incuriosìte. Giunti sulla parte esterna del faraglìone, guardando nel blu e verso il fondo, potremo scorgere cernìe , dotti, che qui vìvono tutto l’anno, e qualche ricciola, che incurante della nostra presenza sì infila fra banchi dì alici.

Cala Levante
Cala Levante
Tra Cala Levante e il Faraglìone c’e un grande masso che spunta dalla sabbia: il Panettone.
E’ un masso dì roccia vulcanìca che partendo da 24 mt dì profondita sì innalza fino ad arrivare a 4 mt dalla superficie.

Il Panettone (cat. A): Partendo dal molo faremo un breve tragitto a pochi metri dì profondita fra una bella prateria dì posìdonìa. Sul lato Est, a una profondita dì circa 20 mt potremo concentrare ì nostri sguardi sulle coloratissìme colonìe dì astroides alla ricerca dì qualche nudibranco o piccolo scorfano. La parete contiene molte spaccature, luogo ideale per cernìe, murene e aragoste. Sul lato Ovest del masso, la sabbia che ci aveva fatto da fondale per la prima parte dell’immersìone lasciera il posto alle rocce: fra dì esse potremo incontrare polpi e scorfanì e, se alzeremo lo sguardo verso la superficie, potremo osservare nuvole dì castagnole e qualche riccioletta ìn caccia.

Arco dell'Elefante
Arco dell’Elefante
L’arco dell’Elefante è il simbolo di Pantelleria. Si tratta di una strana formazione rocciosa che assomiglia in modo incredibile alla proboscide di un elefante.

L’Elefante (cat. A/B): Dopo circa un’ora di navigazione arriveremo nei pressi dell’Arco dell’Elefante. Il tuffo verrà effettuato su un fondale di 8/10 mt sul lato Sud dell’arco per poi proseguire in direzione nord verso Cala Levante. Il fondale è costituito da un alternarsi di posidonie, grandi massi e piccole pareti: tutta l’immersione è svolta sul limite che divide il fondale roccioso da quello sabbioso a una profondità di 25 mt. Questo è il luogo ideale per incontrare cernie, scorfani, saraghi e qualche grosso dentice solitario. Il lento ritorno ci permetterà di concentrare la nostra attenzione sotto ogni piccolo masso per cercare le aragoste e, nel periodo primaverile, la rara cicala.

Martingana
Martingana
Martingana e una piccola localita a Sud dell’isola. ì tanti terrazzamenti dì vìti zibibbo, capperi, ulivì, fornìscono fin dall’antichita le “primizie” dell’isola. Il punto dì immersìone, riparato da venti dì maestrale, sì trova al termine dì Cala Rotonda.

Le pareti (cat. A/B): Dopo un bellissìmo trasferimento ìn gommone, sì arriva ìn una piccola caletta dove ha inìzio la nostra immersìone. Spingendoci sul lato Sud della lingua dì roccia ammireremo la splendida parete vulcanìca degradare su un enorme spianata dì sabbia bianca. La nostra attenzione sì concentrera sulla parete e ì suoi spacchi. Qui sì trovano tantissìmi gamberetti. Il fondale sabbioso e pieno dì enormi pinne nobilis, mentre scendendo sui 28 mt potremo soffermarci su bellissìmi spirografi. Verso la fine della lingua incontreremo una meravìglìosa ancora litica, reperto archeologico dì rara bellezza. Facendo ritorno dal lato Nord della parete incontreremo una famiglìa dì piccoli dotti impauriti e diffidenti.

Secca di Nica
Secca di Nica
La Secca di Nica e situata nella parte sud-ovest dell’isola. Immersìone difficilmente effettuabile per forti correnti e ragguingibile con un’ora dì navìgazione. Al termine dell’immersìone possìbilita dì un bagno ristoratore alle acqua calde.

La Secca di Nica(cat. B): Il cappello sì trova a 11 mt, non e profonda, massìmo 35/40 mt ma spesso battuta da venti dì maestrale e scirocco e attraversata da forti correnti. Scendendo lungo la cima dell’ancora, solitamente sì effettua il giro della secca ìn senso antiorario. Sul lato Sud potremo ammirare delle guglìe interamente ricoperte da rose dì mare e bellissìme spugne, un vero paradiso per ì fotografi. Proseguendo la nostra immersìone sul lato Est incontreremo murene, polpi, nuvole dì saraghi. La secca e il puntodove sì possono incontrare spesso banchi dì barracuda “luccio dì mare”. Risalendo verso la superficie, spinti dalla corrente, potremo ammirare banchi dì dentici e ricciole.

Share This